Compagnia della Rancia 1983-2013: 30 anni di spettacoli

Il Castello della Rancia – storico monumento marchigiano che dà il nome alla Compagnia – dove, nel 1815, venne combattuta quella che viene considerata la prima battaglia per l’indipendenza nazionale, dall’11 luglio 2013 ospita nel salone del secondo piano, messo a disposizione dal Comune di Tolentino, una mostra permanente di Compagnia della Rancia.

La mostra è stata organizzata dal Centro Teatrale Sangallo – la scuola di teatro fondata e diretta da Saverio Marconi a Tolentino nel 1980 e da cui nel 1983 è nata la Compagnia della Rancia – in collaborazione con Frigoriferi Milanesi ed è il risultato di un intenso lavoro di recupero degli archivi e dei magazzini, per immergersi – tra grandi star, elementi di scenografia e sfarzosi costumi – nelle magiche atmosfere del teatro musicale.

L’allestimento curato dello scenografo Gabriele Moreschi in collaborazione con il laboratorio di scenografia della Compagnia della Rancia, e con la consulenza scientifica di Pierfrancesco Giannangeli, svela, attraversando trent’anni di produzione teatrale, tutte le fasi dell’allestimento di uno spettacolo, dai bozzetti preparatori alla costruzione delle scenografie e al lavoro di sartoria fino all’apertura del sipario per ricostruire le tappe fondamentali attraverso centinaia di fotografie di scena e scatti inediti.

COMPAGNIA DELLA RANCIA 1983-2013: 30 ANNI DI SPETTACOLI
Un viaggio nel teatro musicale italiano, da Tolentino ai più importanti palcoscenici, tra foto d’archivio, costumi ed elementi scenografici

Consulenza scientifica Pierfrancesco Giannangeli
Progetto allestimento Gabriele Moreschi
Progetto grafico, ricerca e digitalizzazione materiali di archivio Anna Ciottilli, Sara Maccari, Stefania Sciamanna

Dove si trova il Castello della Rancia, Tolentino
Per conoscere gli orari di apertura clicca qui

“Una mostra consiste nel lasciarsi guardare, spiare da vicino, toccare, affinché ciò che era stato solo sognato da lontano divenga realtà. Una realtà che non perde il suo fascino, che si lascia scoprire nel momento stesso in cui instaura una nuova relazione con il suo pubblico. Spettatori che avevano visto le cose in un’altra forma, ora le osservano proiettate in una dimensione diversa. Ciò è vero per un quadro, ma acquista ancora maggior valore per una scenografia teatrale, per un costume, per un bozzetto o un figurino, per una foto, uno spartito musicale, una lettera privata che diventano patrimonio pubblico e, in quanto tale, collettivo. Elementi che, di solito, il pubblico o non vede perché fanno parte della costruzione di uno spettacolo, oppure scopre dalla sua prospettiva, con lo sguardo di chi siede in platea. Questa mostra per i trent’anni di Compagnia della Rancia intende anche far avvicinare i tanti spettatori che hanno amato il suo lavoro ad alcuni aspetti del dietro le quinte. Poter addirittura camminare dentro alla finzione pura – e nella sua purezza capace di incarnare una verità tutta particolare – del teatro e del suo farsi, nel segno di un alto artigianato che sconfina sempre nella creazione artistica, significa avvicinarsi ancora di più a un mondo che ci appartiene fin dalle origini, in quanto il teatro (tanto più quello musicale) è forma privilegiata di espressione umana dai suoi albori. Da quando il teatro nasceva, andando a braccetto con il rito: una cerimonia laica che ancora oggi celebriamo in tutte le sue forme, e al cui interno la Compagnia della Rancia da trent’anni testimonia una presenza costante, geniale, amatissima.”

Pierfrancesco Giannangeli

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