DOLCI VIZI AL FORO

Dolci vizi al Foro (riduttiva traduzione italiana, ma già usata per il film, di A funny thing happened on the way to the Forum) andato in scena all’Alvin Theatre di New York l’ 8 maggio del 1962 (per 964 repliche), era un’ idea cui molta gente illustre aveva lavorato e poi era stato un progetto sballottato tra vari autori, musicisti, produttori, registi e interpreti. Stephen Sondheim, autore della musica e dei testi per le canzoni, prevedeva la regia di Jerome Robbins (che rinunziò), poi di Joshua Logan (che rinunziò pure) infine di George Abbott che fece una serie di pasticci, mantenne il nome in cartellone ma, all’ultimo momento, Robbins ci rimise le mani, rifece per intero il numero iniziale e parecchie aggiunte alla pur brillante coreografia di Jack Cole. Quanto al libretto? “Tratto da Plauto”, lo è davvero, nel senso che personaggi, situazioni, persino alcune gags, sono un florilegio da tutto il teatro plautino. Il musical era stato concepito per il grande Phil Silvers che giudicandolo “una farsa all’antica” non volle farlo e dette la prova di non aver capito niente. Milton Berle chiamato a sostituirlo voleva un controllo del testo che gli fu rifiutato; lo stesso Zero Mostel (che arrivò al successo proprio con questo spettacolo) lo rifiutò in un primo tempo, ma, come lui stesso, elegantemente, riferisce, sua moglie gli disse “se non lo accetti ti do una coltellata nelle palle” e lui, vinto dal delizioso sottinteso, accettò. A giudicare dalle critiche dell’epoca la sua interpretazione fu brillantissima. Per ammirazione verso questo grande attore taceremo del film, datato 1966 e diretto da Richard Lester. L’edizione che abbiamo appena visto è, ripetiamolo, ricca, ricchissima, e così scatenata e divertente che si ha continuamente la sensazione di avere mancato qualcosa fra tutte quelle che succedono a un ritmo infernale in palcoscenico. Ambientata nella scena essenziale (e comunque piena di fantasia) di Aldo De Lorenzo, vestita dei sontuosi e inventivi costumi di Zaira de Vincentiis, con le luci di Gustavo Federici (così giuste), la vicenda è condotta dalla regia di Saverio Marconi a un ritmo infernale, ben aiutata dalle coreografie geniali di Baayork Lee che è sempre più capace di trovare per ciascuno i passi e i movimenti più appropriati, e con un gruppo di interpreti che, per usare un vecchio modo di dire, sono uno più bravo dell’ altro. Pseudolus è, qui, Stefano Nosei, che, è lui stesso a dirlo, si trova per la prima volta a cantare – ballare – recitare in uno spettacolo che non sia tutto suo, e compie dunque un debutto di altissimo livello. Gennaro Cannavacciuolo, Hysterium (ma in realtà la riduzione italiana fa confluire nel suo personaggio anche quello di Lycus), fa abitare il suo personaggio da tutte le Furie napoletane e spinge la sua comicità ai meravigliosi vertici della follia. Giovanni Moschella impersona un Miles Gloriosus esilarante, a metà fra i miti sessuali siciliani e quelli romaneschi. Vince con la sola presenza (ma poi anche con autentica bravura di attrice) Gabriela Eleonori, Domina; Michele Renzullo, in un personaggio assai più vecchio dell’ attore, Senex, è costretto a caratterizzare al massimo (e lo fa con grazia); infine, deliziosi, stupefatti, quel tanto sciocchi e quel tanto invidiabili come sono i giovani amanti, Fabrizio Romagnoli (Hero) e Renata Fusco (Philia). Quattro straordinarie giovani donne e due straordinari giovanotti (Barbara Morini, Michela Minciotti, Alessandra Kreusi, Sabrina Fabrizi e Stefano Bontempi e Fabio Monti) fanno funzione di Chorus. Fanno funzione, ma in realtà interpretano cantano e ballano una quantità di personaggi e situazioni ritagliandosi una meritata fetta di successo personale.
Alvise Sapori, La Repubblica – 10 lugli 1994

CAST & RUOLI

Testo Burt Shevelove e Larry Gelbart Musica e Liriche Stephen Sondheim
Traduzione Michele Renzullo Adattamento Saverio Marconi
Regia Saverio Marconi

con
Pseudolus
Stefano Nosei   Hysterium Gennaro Cannavacciuolo
Michele Renzullo – Gabriela Eleonori – Fabrizio Romagnoli – Giovanni Moschella
Renata Fusco – Kelo Cosentino – Stefano Bontempi – Fabio Monti
Alessandra Kruesi – Laura Morandini – Barbara Morini – Anna Peresani

Scene Aldo De Lorenzo Costumi Zaira de Vincentiis
Coreografie e regia associata Baayork Lee Direzione musicale Bruno Moretti
Disegno luci Gustavo Federici Disegno fonico Ferdinando Nicci

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